Dispersione scolastica: tra dati e criticità del sistema scolastico italiano

DISPERSIONE SCOLASTICA

Fenomeno dispersione scolastica: tra dati e criticità del sistema scolastico italiano

Si fa tanto parlare di dispersione scolastica. Ma quella a cui viene data maggiore risonanza è quella esplicita, che interessa i ragazzi che abbandonano la scuola prima del diploma (14% degli studenti).
Poco spazio viene invece dedicato alla dispersione implicita, ossia quel fenomeno che riguarda i giovani che arrivano sì al diploma, ma che di fatto non hanno maturato le competenze richieste per il loro percorso scolastico. Anche su questo versante, però, i dati sono allarmanti. Secondo quanto dichiarato dall’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), infatti, il 7% degli studenti italiani non possiede le competenze linguistiche e matematiche di base.

Questo cosa significa? Che ci sono ragazzi che possono vantare un diploma che nella realtà non risulta essere altro che un pezzo di carta. Essi, infatti, non possiedono le competenze di base utili a comprendere un testo ed effettuare calcoli elementari.

Una situazione che si verifica perché c’è un problema di fondo: la didattica della scuola italiana è pensata per condurre i ragazzi verso il semplice conseguimento del titolo di studio. Viene riservato poco spazio all’acquisizione di competenze trasversali e strumenti che favoriscano la crescita personale degli studenti. Viene invece promosso un tipo di apprendimento fine a se stesso, atto al raggiungimento di un mero traguardo scolastico come un buon voto in una verifica o la promozione ad un esame. Perciò, sin dalla scuola primaria, fioccano sterili compiti, nozioni da imparare a memoria ed esercizi che non richiedono l’impiego di alcuna competenza personale maturata dai ragazzi.

Dunque a questo punto sorge spontanea una domanda: che futuro può avere una scuola così?
Nessuno, secondo noi. Crediamo infatti che sia fondamentale che nel processo educativo e di apprendimento i bambini e i ragazzi siano al centro, protagonisti, e che vengano stimolati a vivere ed affrontare la fase educativa con interesse e impegno.

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Coinvolgimento, condivisione, conoscenza, studio e crescita sono le nostre parole d’ordine, quelle che col nostro progetto vogliamo valorizzare e far sì che i ragazzi facciano proprie.
Desideri che questi valori diventino importanti anche per tuo figlio? Rivolgiti a noi. Scrivici all’indirizzo info@coopsancamillo.com oppure contattaci sulla pagina Facebook e richiedi un incontro gratuito.

Fenomeno dispersione scolastica: tra dati e criticità del sistema scolastico italiano

Si fa tanto parlare di dispersione scolastica. Ma quella a cui viene data maggiore risonanza è quella esplicita, che interessa i ragazzi che abbandonano la scuola prima del diploma (14% degli studenti).
Poco spazio viene invece dedicato alla dispersione implicita, ossia quel fenomeno che riguarda i giovani che arrivano sì al diploma, ma che di fatto non hanno maturato le competenze richieste per il loro percorso scolastico. Anche su questo versante, però, i dati sono allarmanti. Secondo quanto dichiarato dall’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), infatti, il 7% degli studenti italiani non possiede le competenze linguistiche e matematiche di base.

Questo cosa significa? Che ci sono ragazzi che possono vantare un diploma che nella realtà non risulta essere altro che un pezzo di carta. Essi, infatti, non possiedono le competenze di base utili a comprendere un testo ed effettuare calcoli elementari.

Una situazione che si verifica perché c’è un problema di fondo: la didattica della scuola italiana è pensata per condurre i ragazzi verso il semplice conseguimento del titolo di studio. Viene riservato poco spazio all’acquisizione di competenze trasversali e strumenti che favoriscano la crescita personale degli studenti. Viene invece promosso un tipo di apprendimento fine a se stesso, atto al raggiungimento di un mero traguardo scolastico come un buon voto in una verifica o la promozione ad un esame. Perciò, sin dalla scuola primaria, fioccano sterili compiti, nozioni da imparare a memoria ed esercizi che non richiedono l’impiego di alcuna competenza personale maturata dai ragazzi.

Dunque a questo punto sorge spontanea una domanda: che futuro può avere una scuola così?
Nessuno, secondo noi. Crediamo infatti che sia fondamentale che nel processo educativo e di apprendimento i bambini e i ragazzi siano al centro, i protagonisti, e che vengano stimolati a vivere ed affrontare la fase educativa con interesse e impegno.

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