Non si educa da soli

L’idea progettuale parte dalla stessa osservazione e vale per i bambini della scuola dell’infanzia come per quelli della sezione primavera.
Il tema scelto si svilupperà come una proposta che offre al bambino una serie di opportunità per misurarsi con la propria crescita non solo fisica e cognitiva ma specialmente emotiva.

Questo ha reso evidente la difficoltà di alcuni bambini di mettersi in gioco, di lasciarsi andare di fronte alle nuove situazioni o a proposte che presentano un grado di difficoltà crescente anche se commisurato alla loro età . Spesso il bambino non vive in maniera attiva tutte le fasi della sua crescita, già da piccolo è condizionato da usanze, divieti o atteggiamenti che ha visto fare o che gli sono stati, anche in maniera inconsapevole, comunicati. Mancano di spontaneità e spesso di spensieratezza e assumono talvolta atteggiamenti e umori che dovrebbero essere esperienza del mondo adulto.

Un ruolo fondamentale è giocato dall’attitudine naturale dell’adulto, nella società odierna specialmente, che tende ad anticipare ogni necessità e bisogno del bambino, rendendogli ogni avvenimento di crescita quasi una tappa facile, da festeggiare e ricordare, ma non da conquistare.
Così si osservano spesso bambini incapaci di “provare” per paura di sbagliare, di approcciarsi a cose nuove e sicuramente diverse dal proprio vissuto, insicuri e pieni di ansie. Bambini che non sanno gestire le proprie emozioni, contenere momenti di sconforto o gestire anche piccole dinamiche coi pari senza l’intervento di una figura adulta. Ciò che non si è da bambini non lo si diventa da adulti. Siamo profondamente convinti che gli anni del nido e della scuola dell’infanzia sono quelli in cui si formano le basi della personalità e del carattere di ogni uomo.

Gli studi degli ultimi anni, anche a livello europeo, mettono sempre più in evidenza questo problema e documentano che laddove ci sono servizi all’infanzia di qualità si diminuiscono anche i livelli di dispersione scolastica e i danni provocati da un livello di istruzione superiore scadente.
Abbiamo così pensato più ad un percorso, una strada da intraprendere con i bambini in stretta sinergia con le famiglie. Ce lo siamo ripetuti tante volte durante l’anno, non si educa da soli. Dobbiamo essere sempre più consapevoli e lavorare in tal senso.
Il periodo dell’accoglienza ci consentirà di osservare i bambini e iniziare a focalizzare i punti deboli e i punti di forza di ognuno in modo che tutti possano esprimersi nella loro unicità ma, all’interno di un gruppo, riuscendo a far venir fuori le proprie peculiarità e necessità.
Daremo particolare attenzione al modo con cui affronteranno tutte le situazioni che gli si presenteranno.

Un percorso quindi, in cui routine, attività strutturate e specialmente il gioco libero, creino sempre nuove opportunità per i nostri bambini di apprendere regole, intese come “difficoltà” in cui il bambino impara a misurarsi con gli altri, ma specialmente con la sua indole. Mostrandoci la propria innata modalità espressiva e il naturale desiderio di comunicare al mondo “ faccio da me”.

A noi insegnanti ed educatori, in continua comunicazione con le famiglie, spetterà il compito di osservare, documentare e restituire ai bambini un nuovo sguardo, in cui ogni bambino possa sentire che qualsiasi conquista, sia un vero traguardo nell’espressione del proprio “io” e nella costruzione della loro personalità .

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